33) Sartre. Su esistenzialismo e marxismo.
Per Sartre esistenzialismo e marxismo mirano alla comprensione
della realt umana. Egli loda il marxismo per la sua capacit di
illuminare il processo storico, ma critica il conservatorismo
burocratico sovietico. Comunque per il filosofo francese esso
rimane la filosofia del nostro tempo ed  insuperabile allo stato
attuale delle cose.
P. Sartre, Questions de mthode, [Questioni di metodo], in
Critique de la raisson dialectique, Gallimard, Paris, 1960,
traduzione italiana di F. Ferniani, Il Saggiatore, Milano, 1976,
pagine 92-96  (vedi manuale pagina 436).
Di fronte a questa doppia ignoranza, l'esistenzialismo ha potuto
rinascere e mantenersi perch affermava la realt degli uomini,
come Kierkegaard affermava contro Hegel la sua propria realt.
Senonch il danese rifiutava la concezione hegeliana dell'uomo e
del reale. Invece esistenzialismo e marxismo mirano allo stesso
oggetto, ma mentre il secondo ha riassorbito l'uomo nell'idea, il
primo lo cerca dovunque esso si trovi, al lavoro, a casa, per
strada. Noi non pretendiamo certo - come faceva Kierkegaard - che
quest'uomo reale sia inconoscibile. Diciamo soltanto che non 
conosciuto. Provvisoriamente sfugge al Sapere, perch i concetti
di cui disponiamo per comprenderlo sono presi a prestito
dall'idealismo di destra o dall'idealismo di sinistra. Stiamo
attenti a non confondere questi due idealismi: il primo merita il
suo nome per il contenuto dei suoi concetti e il secondo per l'
uso che fa oggi dei suoi. E' anche vero che la pratica marxista
nelle masse non riflette o riflette poco la sclerosi della teoria:
ma proprio il conflitto fra azione rivoluzionaria e scolastica di
giustificazione impedisce all'uomo comunista, nei paesi socialisti
come nei paesi borghesi, di raggiungere una chiara coscienza di
s: uno dei caratteri pi sorprendenti della nostra epoca  che la
storia si fa senza conoscersi. Si dir probabilmente che  sempre
stato cos; ed era vero sino alla met del secolo scorso. Insomma
sino a Marx. Ma ci che ha fatto la forza e la ricchezza del
marxismo  l'essere stato il tentativo pi radicale d'illuminare
il processo storico nella sua totalit. Da vent'anni, invece, la
sua ombra oscura la storia: ci perch ha cessato di vivere con
essa e perch tenta, per conservatorismo burocratico, di ridurre
il cambiamento a identit.
Tuttavia bisogna intenderci: questa sclerosi non corrisponde a un
invecchiamento normale. E' prodotta da una congiuntura mondiale di
tipo particolare; lungi dall'essere esaurito, il marxismo  ancora
giovanissimo, quasi nell'infanzia: ha appena cominciato a
svilupparsi. Esso rimane dunque la filosofia del nostro tempo: 
insuperabile perch le circostanze che l'hanno generato non sono
ancora superate. I nostri pensieri, quali che siano, non possono
formarsi che su questo humus; devono contenersi nella struttura
che esso fornisce loro o perdersi nel vuoto o retrocedere.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume secondo, pagina 350.
